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I GRANDI PROGETTI CHE CAMBIERANNO MILANO E LA LOMBARDIA
In un convegno di Fondazione Fiera Milano tenutosi nell'ambito della mostra Progetto Città

Rho-Pero, 1 aprile 2005 - Si è svolto oggi, nell'ambito della manifestazione Progetto Città, un convegno dedicato ai grandi progetti urbanistici che, da qui a qualche anno, cambieranno il volto del capoluogo lombardo. Gli interventi si sono succeduti a partire dalle 10,30, dopo una breve introduzione del presidente di Fondazione Fiera Milano Luigi Roth. Si è parlato di urbanistica, di riqualificazione territoriale e di architettura, in funzione della mappa dello sviluppo europeo e internazionale, oltre che della nuova legge regionale per il governo del territorio.
Al tavolo erano presenti i rappresentanti delle istituzioni più direttamente coinvolte in questo processo di trasformazione: l'assessore al Territorio e Urbanistica delle Regione Lombardia Alessandro Moneta e l'assessore allo Sviluppo del Territorio del comune di Milano Gianni Verga.
Nella seconda parte del convegno la parola è passata agli "addetti ai lavori": il professore ordinario di Storia dell'Architettura del Politecnico di Milano Fulvio Irace; l'amministratore delegato di Hines Italia Manfredi Catella (progetto Città della Moda); il presidente di Citylife Ugo Debernardi e Pierpaolo Maggiora di ArchA (Polo Urbano Fiera Milano), Paolo Caputo di Caputo Partnership (Milano Santa Giulia) hanno illustrato i grandi progetti di cui si fanno promotori. Cecilia Bolognesi, architetto e ricercatrice del Politecnico di Milano, ha moderato gli interventi e introdotto gli ospiti.

Punto di partenza del convegno è stato il concorso internazionale che ha coinvolto lo storico quartiere fieristico milanese. La gara, conclusasi con la vittoria del progetto CityLife, - ricorda Luigi Roth - ha rappresentato un modello nuovo nel panorama italiano. Non è stata infatti un'asta o un semplice atto di vendita ma un'operazione complessa basata sull'analisi qualitativa prima che quantitativa dei progetti.
Si è parlato in questi mesi di "Nuovo Rinascimento" - ha aggiunto il presidente di Fondazione Fiera Milano - perché i nuovi grandi edifici che stanno nascendo rappresenteranno luoghi di aggregazione e di sviluppo economico e sociale, proprio com'è stato per le grandi cattedrali sorte in Europa intorno all'anno mille. La qualità della vita delle persone è fortemente determinata dal posto in cui si vive e per questo la bellezza e l'attenzione al territorio sono caratteri imprescindibili nella progettazione e realizzazioni di grandi opere.

Ieri è stato un giorno importante per la Fiera - ha esordito l'assessore Alessandro Moneta - ed è stato un giorno importante anche a livello legislativo perché la nuova legge per il governo del territorio è entrata in vigore. Un unico Piano territoriale regionale sarà ora riferimento per tutti, architetti, urbanisti e governi. Non più dunque progetti che per essere approvati e realizzati hanno bisogno di decenni e non più divisione fra pubblico e privato, ma programmi che superino le differenze per rispondere in modo esaustivo a una domanda di servizi che nasce dai cittadini e dal territorio.

L'assessore Gianni Verga ha poi preso la parola per riportare alcuni dati del Censis e dell'Urban Land Institute. - Milano è una città "aquila", come Roma, e rappresenta uno dei luoghi di investimento più attrattivi grazie anche alla posizione strategica in cui si trova. I progetti in corso d'opera nella nostra città sono oltre100 e coinvolgeranno 8 milioni di metri quadrati perché a Milano si anticipa la dismissione con piani di grande eccellenza. - L'assessore ha poi citato alcuni progetti come la "Greenway dei navigli": un percorso di verde che unirà idealmente i due corsi d'acqua attraversando parte della città; e la "Città dello sport", che sorgerà nella zona Sud Est di Milano in prospettiva dei futuri giochi olimpici.

La seconda parte del convegno è stata introdotta dal professor Fulvio Irace, ordinario di Storia dell'Architettura al Politecnico di Milano. - La Fiera inaugurata ieri non è solo una "cittadella delle merci" ma anche un "parco a tema", da vivere, da apprezzare e da fotografare, come accade a pochi altri edifici della nostra città: il Duomo, la Scala, il Castello, perché l'area su cui sorge non è stata sottostimata, ma è stata riqualificata con intelligenza, unendo estetica e funzionalità, per costruire una struttura che sia parte connettiva dell'intera città. La Fiera - aggiunge Irace - è una freccia verso il territorio, una cerniera che aggancia Milano al contesto territoriale e europeo mobilitando l'orgoglio collettivo.

L'amministratore delegato di Hines Italia, Manfredi Catella ha invece solo accennato al progetto "Città della Moda" per incentrare il suo discorso sull'importanza non solo immobiliare degli interventi territoriali ma anche economica, civile e sociale. - L'Italia è il "molo dell'Europa" ma ha bisogno di rigenerarsi e i grandi progetti di cui parliamo sono i veri luoghi di rinascita economica: devono fungere da palcoscenico per le eccellenze del nostro Paese. Un esempio? L'area Bergognone che è divenuta un luogo di incontro e scambio per tutto il mondo della moda, della creatività e del design milanese. -

Il progetto di riqualificazione dello storico quartiere fieristico milanese è stato illustrato dal presidente di CityLife, la cordata vincitrice del concorso internazionale, Ugo Debernardi e dall'architetto Pierpaolo Maggiora, che insieme a Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind, ha disegnato il futuro quartiere. Ugo Debernardi ha sottolineato l'importanza dell'innovazione di processo che ha caratterizzato il metodo di gara. L'area oggetto di riqualificazione non è stata infatti acquistata all'asta, come avveniva in passato, senza la garanzia per l'investitore che quanto progettato sarebbe poi stato concretamente realizzato. E' invece stata ceduta all'acquirente già in possesso di un requisito fondamentale: l'approvazione della Variante Urbanistica. L'architetto Maggiora ha poi commentato gli aspetti architettonici del progetto riconoscendo a Fondazione Fiera Milano un ruolo fondamentale: la recente storia italiana - ha detto maggiora - è caratterizzata da grandi piani mancati perché dal dopoguerra ad oggi è venuta meno una "cultura della committenza" in grado di indirizzare e sostenere un progetto con linee guida forti come Fondazione Fiera Milano è stata invece capace di fare.

L'ultimo intervento è stato di Paolo Caputo, presidente della Caputo Partnership, realizzatrice del progetto Milano Santa Giulia che sorgerà nell'ex area Montecity-Rogoredo e occuperà uno spazio di 500 mila metri quadrati. - Ormai gli interventi urbanistici mirano a superare il carattere esclusivo e particolaristico per diventare pezzi di città fortemente integrati. Il Palazzo dei Congressi e il Centro Multimediale che faranno parte del nostro progetto saranno a disposizione di tutti, non solo dei residenti. Tutto quanto stiamo costruendo in questi anni rappresenterà inoltre, per le generazioni future, un capitale fisso sociale importante nell'ambito degli spazi pubblici.


Visualizza l'intervento di Luigi Roth, presidente di Fondazione Fiera Milano (PDF)

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